domenica 18 gennaio 2015
Strudel che.. più dietetico non si può, nel Versilia
Salve, stasera sono riuscita in un'impresa non facile, ma ormai me l'ero ripromesso. Ho cercato di perfezionare lo strudel, che di per sè è già è un dolce "poco dolce", trasformandolo in una delizia aromatica, saporitissima e davvero dietetica. In più sono riuscita a cuocerlo nel "fornetto Versilia", che ho riscoperto da poco.
Lo sapete: il fornetto mi ricorda la mia adolescenza, e i miei primi approcci con l’arte culinaria.
E’ una grossa soddisfazione riuscire a cucinarci tante cose, ed è anche un grosso risparmio rispetto al forno elettrico. Senza contare che, mentre si cucina sul fornetto l’energia elettrica può essere utilizzata per altri elettrodomestici, quali lavatrice, lavapiatti, ferro da stiro, senza il problema che l’impianto scatti per sovraccarico.
La ricetta la troverete nel mio quaderno di cucina, alla voce “Strudel: cottura tradizionale e nel fornetto Versilia”
mercoledì 19 novembre 2014
un forno molto speciale
I mie primi dolci , quelli che ho imparato a cucinare da
ragazzina, li ho cucinati..sul fornello.
Già, era tanto che non ci pensavo: la grande cucina del
nonno, ogni mattina e in ogni stagione, diventava un punto d’incontro abituale
fra vicine. D’estate, quando ero libera dagli impegni scolastici , anch’io
partecipavo a quegli incontri. E lì mi potevo sentire quasi adulta, fra caffè e
chiacchiere..
Naturalmente le chiacchiere che si facevano in mia presenza erano
quelle “consentite”, quelle che venivano considerate adatte alle mie..giovani
orecchie. E d’altro canto anch’io mica potevo raccontare a quelle signore, o
alla Tata ( la governante del nonno) ciò che davvero mi passava per il capo.. i
pensieri di un’adolescente sono privatissimi.
Però qualcosa che ci univa davvero c’era: la passione per la cucina. E così, fra un “Che
si prepara, oggi?” e un “Ma quanto è
rincarata la frutta”.. ci si scambiavano ricette, e , dietro mia insistenza, si
cucinavano lì sul posto vari manicaretti,
soprattutto dolci .
In quegli anni il forno non veniva usato spesso. Era allora molto
in voga una speciale pentola, con un gran coperchio con dei forellini: il
“forno di campagna”. In effetti i dolci cucinati lì dentro si assomigliavano un
po’ tutti, perché tutti avevano la forma a ciambellone, con il foro centrale.
Ma sarà stato per l’impegno delle mie maestre e anche per la
mia voglia di imparare..fatto sta che quelle torte erano tutte buonissime, e
cotte a regola d’arte.
Ultimamente - le mie amiche lo sanno- sto coltivando la
passione del pane fatto in casa: profumato, sano, ben lievitato e.. carissimo :
infatti l’uso così frequente del forno elettrico fa salire notevolmente la
bolletta della luce, sebbene io prepari il pane nelle fasce d’orario meno care.
E così mi è tornato in mente il vecchio fornetto di
campagna, e i profumati dolci che ci cucinavo. Vi confesso che qualche volta ho
provato ad utilizzarlo anche per il pane. Che viene benissimo, ben cotto, ma…
insomma : non ha proprio l'aspetto "rustico" che mi piace così tanto.
Comunque, nel mio quaderno di ricette troverete questo pane e, fra i dolci, la torta di mele,
cotta anch'essa nel fornetto di campagna.
torta di mele e yogurt, cotta sul fornello
150-200 gr fra
zucchero di canna e miele d’acacia
250 gr
farina tipo 2 o integrale finissima
3 uova
gallina o 6 di quaglia
3 mele
gialle
1 bustina di
lievito per dolci
1 yogurt di
soia al naturale o alla frutta
1 scorza di
limone grattugiata, 1 scorza d’arancia grattugiata
1 bustina di
vanillina
Un fornetto
di campagna del diametro di cm. 26
Mescolare
assieme a mano o con un mixer le uova e lo zucchero, aggiungere poi lo yogurt,
la farina a poco a poco, la vanillina, la scorza del limone grattugiata, il
lievito e due mele a pezzetti. Imburrare il fornetto di campagna , infarinarlo
, versarci l’impasto e disporvi sopra- in modo concentrico- l’ultima mela
tagliata a fettine. Spolverizzare con un altro po’ di zucchero oppure
marmellata del gusto preferito ( arance o albicocche, meglio senza zucchero
aggiunto, emulsionata in un goccio d’acqua e scaldata per renderla fluida).
Mettere il fornetto sul
fornello piccolo, per 5 minuti a fiamma media e poi per altri 55 minuti
a fiamma bassa. Negli ultimi minuti di cottura, coprire il dolce con un foglio
di alluminio, da fissare nella chiusura del coperchio, per farlo un po’
colorire.
Naturalmente il dolce può essere cotto anche in forno, nel
modo più convenzionale (a 180 C° per
circa 40 min.).
Ho ricavato molte
informazioni sull’uso del forno di campagna sulla pagina Fb “Il forno sul fornello”.
domenica 16 novembre 2014
Pane cotto sul fornello
Pane con farina di tipo2, cotto nel fornettoVersilia, diam. cm. 26
Si otterrà un pane ben cotto e alveolato, nonostante l’uso della farina di tipo 2, la mia preferita, ricca di oligoelementi e di..sapore.
Come potete
constatare, uso una bella quantità di lievito, ma il Licoli non ha retrogusto
acre.
250 g Licoli
rinfrescato da non più di 24 ore
300 g di
acqua tiepida
600 gr di farina tipo 2 macinata a pietra
2 cucchiai
di olio evo
1 cucchiaino
e ½ sale
Tolgo dal frigo il mio lievito e lo tengo a t° ambiente per circa ½ ora.
Verso nella
ciotola della planetaria gran parte della farina e tutta l'acqua prevista;
impasto per cinque minuti alla velocità
più bassa: tale processo si chiama "autolisi" , e aiuta ad ottenere
un pane migliore, più alveolato.
Dopo un riposo di circa 1/2 ora, a macchina
spenta, aggiungo tutti gli altri ingredienti (il sale per ultimo), e riavvio la
planetaria a velocità medio-bassa per circa 5 minuti, controllando la consistenza
dell’impasto, che potrò modificare all'occorrenza aggiungendo un pochino di acqua
e /o farina: la giusta consistenza è quella in cui la pasta formerà una bella
palla compatta e soda. Faccio riposare l’impasto nella ciotola della planetaria
in luogo tiepido, coperta da un canovaccio, per un' ora e 1/2.
Quindi lo rovescio
delicatamente su una spianatoia, lo appiattisco
sempre delicatamente con le mani, faccio
una piegatura a 3 per i due versi, lo giro, lo rincalzo un pochino, e dò
delicatamente alla pasta una forma cilindrica. Ungo con olio il fornetto, e lo
spolvero con semola. Sistemo la pasta nel Versilia, spargo in superficie un po’
di semi misti ( se graditi), metto il
coperchio e tengo a lievitare* per circa 4 ore in un luogo tiepido. Quando l'impasto
sarà raddoppiato, metto al fuoco il fornetto sul fornello piccolo ( diam cm.5)
a fiamma alta per 5 minuti, poi a fiamma bassa per altri 50. Negli ultimi minuti , apro il coperchio, e
metto sotto lo stesso un foglio d’alluminio, per far dorare il pane.
Spengo il
fuoco, e rovescio il pane su una griglia dopo un breve riposo. Lo giro e lo
faccio raffreddare un po’ sulla griglia.
Termino
con un doveroso ringraziamento al "Gruppo La pasta Madre" con il suo "Lievitario", che mi ha
insegnato tanti utili trucchi per la panificazione.
* a questo
punto il fornetto, se ci fa comodo, può
essere riposto in frigorifero anche per
12-24 ore, senza coperchio, e protetto da un canovaccio, e il pane potrà essere
cucinato dopo che sarà stato fuori dal frigo a completare la sua lievitazione
per circa 2 ore e non 4, perchè il frigo
rallenta, ma non blocca la lievitazione.
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